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MONOPOLI IDA   345-2794664  info@idamonopoli.com  www.idamonopoli.com

IDA MONOPOLI


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Curriculum

Formazione
        Ida Monopoli è nata a Torino e vive a Ivrea. Allieva di Ata Deangelis, negli anni ‘70 si è esercitata nelle tecniche del disegno e dell’acquerello e nella prima metà degli anni ‘80 ha frequentato l’atelier di Sergio Albano per lo studio della pittura ad olio su tela.
        Esordisce nel 1993 con una mostra personale: “Giochi di colore” nella cornice barocca della Chiesa Santa Marta di Agliè (To) e nello stesso anno partecipa alla Mostra della Ceramica di Castellamonte con “Colori“. In questo periodo cura il “Laboratorio di espressione pittorica” per bambini presso il Circolo di Banchette (To). Negli anni seguenti coltiva l’interesse per la pittura con una produzione diluita nel tempo. Si ripropone nel Gennaio 2010 con la personale: “Oro e Colori” nelle sale dell’ Hotel Sirio a Ivrea (To) ed intraprende un percorso che si articola in diversi eventi:


Esposizioni e partecipazioni

2010 marzo                 collettiva          “Artedonna” Galleria Ariele Torino Mar. 2010
2010 aprile                  personale         “Composizioni Cromatiche” Fondazione A. D’Andrade Pavone (To)
2010 maggio                collettiva          “San Grato in Arte” Ivrea (To)
2010 giugno                 personale         “Composizioni Cromatiche” Day Surgery Osp. Cuorgnè (To)
2010 luglio                   collettiva          “5 Artisti a San Savino” Spazio 107 Ivrea (To)
2010 agosto                 collettiva          “Mostra di Fine Estate” Spazio 107 Ivrea (To)
2010 settembre            personale        “Composizioni Cromatiche” Legolibri Torino
2010 settembre            collettiva          “Luci e Ombre” Spazio Santa Marta Ivrea (To)
2010 dicembre            personale         “Composizioni Cromatiche” Hotel Sirio Ivrea (To)
2010 ottobre               collettiva          “Nel Castello” Castello dei Conti Amico Castell’Alfero (At)
2010 dicembre            collettiva          “Expo Officine Artistiche” Officine Minganti Bologna
2010 dicembre            collettiva          “White Christmas” White Art Gallery Mreano (Bz)
2010 dicembre            collettiva          “Piccolo Formato” Salotto dell’Arte Torino
2010 dicembre            collettiva          "Collettiva di Natale” Castello dei Biandrate Foglizzo (To)

 Eventi in programma
2011
gennaio               collettiva          “Cromatismi a Teatro” Teatro Giacosa Ivrea (To)
2011 febbraio              personale         “Composizioni Cromatiche” Golf Club  San Giovanni Torre Cse (To)
2011 marzo                 collettiva          “Micro e Macro” Galleria Metamorfosi Reggio Emilia

Recensioni, critiche, commenti e interpretazioni

            L' artista Ida Monopoli, in maniera molto chiara e sintetica, ci ha definito il suo modus operandi, lasciando allo spettatore la  libertà di cogliere al di là dei colori, un moto emotivo e personale.
            Le composizioni sono momenti di riflessione, di comunicazione, di rapporto con se stessa, che offre a chi la guarda, che a sua volta, rimane incantato da questa ricerca di equilibrio nel far dialogare i vari colori, inseriti in un magma che non è mai fermo, anzi, nella sua sotterranea incandescenza si muove, e con una sottile forza lega e trascina.
            La materia di cui l'artista fa talvolta fa uso, sembra sottolineare un legame con qualcosa di concreto, che nello stesso tempo serve come un trampolino per saltare oltre, verso un mondo ricco e sconosciuto che vuole solo essere colto e catturato da chi lo guarda.  (F. L. Milardi)

            L'azzurro è una vibrazione nitida, ma leggera, intensa, ma distensiva. L'azzurro è il colore del cielo, ciò che talvolta incommensurabilità della sua stessa natura viene incastrato in qualche concetto; e da vibrazione viva viene mortificato dai formalismi della nostra concezione: rassicurante tetto del mondo, celeste sede di qualche divinità supera, compromesso tra il
mondo che spesso crediamo nostro, e un incommensurabile "al di là", o Universo.
            Ma ad uno sguardo più libero, la vibrazione non tradisce la sua natura, lei stessa ci può liberare dai nostri schematismi, dalle nostre prigioni concettuali. Semplicemente, azzurro.
 Questa tela è un infinitesimo di cielo, così come viene imprigionato dalla nostra mente. Le chiazze celesti gridano la loro libertà, mentre strati sovrapposti di logica serrante si compenetrano, creando una maglia fitta che si concretizza, nell'opera, per fasi successive, percorrendo sentieri rotti in viola, incanalandosi in schemi freddi, precipitando in strette voragini rosso sangue, rosso della nostra passione, della nostra arte di abili fabbricatori di cornici per meraviglie inconcepibili.
            Il reticolo venoso di seminascoste passioni che, quasi discretamente, si propaga negli anfratti
dell'immagine intera, confluisce infine nello sfondo del prodotto finale di questo flusso metamorfico: la materia, grezza, tangibile, si incarna nel rilievo dell'applicazione in stoffa, esaltata da un oro che non esita a mescolarsi col rosso. Questa cornice, questo limite che ha dovuto scomodare la terza dimensione, Quasi ad essere sicura che non fuggisse via, è la prigione del cielo che, al suo interno, incurante ed invitto, continua a vibrare, in netto contrasto con l'andamento di progressiva concretizzazione del resto del quadro, immobile, incorruttibile, e qualcuno avrebbe aggiunto indivisibile. (Roberta Bardini)

             Ida Monopoli, munita di una solida preparazione tecnica che le ha consentito di spaziare con padronanza nel disegno, nell’acquerello, nella tempera, nella pittura ad olio e di usare tecniche miste in modo molto personale, esprime con inesausta versatilità e ricchezza di invenzione la forza del sentimento e il calore vitale che la animano.  Benchè prediliga l’astrazione, le sue composizioni con il vivace ma armonico accostamento cromatico, con la luminosità ottenuta anche con i pigmenti, col contrasto dei piani ottenuto con la sovrapposizione di materiali diversi, lungi dall’essere freddi documenti di bravura, coinvolgono gli spettatori per l’intenso segno incisivo, vibrante di un’interiore energia. (Fernanda De Bernardi)

            Una elaborata ricerca di equilibrio, un preciso bilanciamento dei colori, un corretto rapporto degli spazi dominano le tele di Ida Monopoli che trasmettono serenità. Le opere esposte evidenziano diversi momenti di realizzazione, ma si coglie immediatamente che non c’è soluzione di continuità, quanto piuttosto un intenso e complesso impegno di approfondimento e di rielaborazione interiore. Si coglie l’intenzione di comunicare la realtà al di fuori delle apparenze figurative, nella sua essenza, attraverso un continuo lavoro di analisi che rifiuta la cristallizzazione definitiva e statica per espandersi a raggiera in ogni direzione, in continue variazioni. Parlare di accostamento di colori, segni e pennellate sarebbe riduttivo in quanto la loro stesura costituisce un sapiente gioco di intersezioni e di prospettive , sensibile alle minime vibrazioni di luce.
          Sono tele che raccontano momenti e stati d’animo diversi tradotti in algoritmi mai conclusi perché sempre suscettibili di essere corretti, rielaborati e interpretati in una sequenza di continui feedback determinata dall’evolvere delle sensazioni.
          Gli inserti materici, sempre molto definiti, geometrici e scanditi da tessiture precise, svolgono il ruolo di assorbire le negatività e farle scomparire per liberare luminose sensazioni positive oltre i margini della tela. E’ un complesso di vibrazioni armoniche che giungono direttamente a contatto con l’animo, non per oscurare la realtà oggettiva, ma per penetrarne l’essenza attraverso l’astrazione. L’utilizzo dei colori acrilici, che richiedono tempi di manipolazione molto limitati, rivela la forte sicurezza dell’artista nell’esprimersi. Chi ha la fortuna di accostarsi a queste opere non può evitare di rimanere positivamente colpito dal riflesso della ricchezza d’animo della sua autrice. (Guido Rollandin)

 

Hanno scritto di Ida Monopoli
Roberta Bardini, Francesca Milardi, Guido Rollandin,
Frenarda De Bernardi



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